CENT’ANNI DI GLORIA

Una lunga storia d’amore iniziata nel maggio del 1920, in seguito alla fusione della “Maciste” con Unione Sportiva Pro Foggia e l’Unione Sportiva Atleta ,che portò alla nascita dello Sporting Club Foggia e successivamente all’Unione Sportiva Foggia, quando i gol di Alfredino Marchionneschi infiammavano gli spalti del vecchio “Campo Sportivo” di Via Ascoli.
Una storia ricca e gloriosa quella rossonera, scritta da Don Mimì Rosa Rosa, Oronzo Pugliese, Antonio Fesce, Tommaso Maestrelli, GB Fabbri, Pasquale Casillo, ma anche dai vari Caramanno, Marchioro e Tarcisio Burgnich, tanta ricchezza umana, uomini prima che allenatori.
La storica vittoria con l’Inter del Mago Herrera, il vero bomber Vittorio Nocera e l’entusiasmo di una intera città che vive di calcio, ed ancora Gianni Pirazzini con la fascia di capitano tatuata sul braccio, Rinaldi (la Roccia del Gargano), Colla, Majoli, De Brita, Valadè, Saltutti e l’angelo biondo Luciano Re Cecconi, volato in cielo troppo presto.
Peppino Pavone che “inaugura” Zemanlandia, calcio spettacolo targato Zdeněk Zeman e tridente delle meraviglie. Shalimov e Kolyvanov venuti dalla Russia, Roy il tulipano nero e Giovannino Stroppa, prima calciatore e poi artefice in panchina del ritorno dei satanelli in Serie B, ma soprattutto Franco Mancini e Paolo List, sempre nel cuore.
La Coppa Italia Lega Pro (ben due) e la Supercoppa di C, altri due trofei in bacheca. La storia l’hanno scritta anche Pasquale Marino, Carannante, El Pescador Salgado, Cristian Agnelli e “la Luce” De Zerbi, tornato da allenatore ad illuminare il Pino Zaccheria, un tempio, il teatro dei sogni del dodicesimo uomo. I tifosi, il cuore pulsante di tutto, che non smette mai di battere, nemmeno di fronte ai fallimenti. C’è sempre una rinascita, l’ennesima della centennale storia, questa volta firmata Roberto Felleca, Maria Assunta Pintus e Davide Pelusi.  Un nuovo inizio a tinte rossonere, sempre e comunque.
Cento volte FOGGIA. Mille volte FORZA.
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SERIE B

1

COPPA ITALIA SERIE C

2

SUPERCOPPA DI C

1

CAMPIONATI SERIE C

4

1920
Sporting Club Foggia
Nel maggio del 1920 a seguito della fusione della "Maciste" con l'Unione Sportiva Pro Foggia e l'Unione Sportiva Atleta, nacque lo Sporting Club Foggia, che debuttò solamente due anni più tardi, il 17 febbraio 1922 con la vittoria nell'amichevole con il 226ª Fanteria. La società si affiliò alla FIGC il 31 maggio 1922, e di conseguenza poté disputare il suo primo campionato ufficiale, in seconda divisione, che vinse conquistando una promozione nella massima serie, la Prima Divisione. Durante questo periodo la squadra rossonera alternò promozioni a retrocessioni fra Prima e Seconda Divisione. Il 19 giugno 1928 il club si fuse con il Velo Club, diventando Unione Sportiva Foggia. Nel campionato 1931-1932 il Foggia mancò di un punto la promozione in Serie B nel girone finale di Prima Divisione (nel frattempo declassata a terza serie nazionale), vinto dal Grion Pola;[17] campionato in cui l'attaccante Alfredo Marchionneschi segnò 29 gol stabilendo il record di marcature in un campionato per la compagine pugliese, e con Raggio Montanari e Arduino Marchetti formò il celebre "Foggia delle 3 M". La promozione in serie cadetta avvenne un anno più tardi (nel 1933), quando la squadra vinse sia il campionato che il girone finale. Retrocessi dalla seconda serie nel 1936, i rossoneri tornarono nella seconda serie del calcio italiano otto anni più tardi.
1939
Unione Polisportiva Foggia
1939 la società cambiò nome in Unione Polisportiva Foggia, infatti il club incominciò a dedicarsi anche ad atletica leggera, ciclismo, pallacanestro, pugilato, scherma e tennis. Nel 1945, poco dopo aver vinto il Campionato Dauno, il Foggia si fuse con il Gruppo Sportivo Cartiera e la denominazione divenne quindi IPAS Foggia (Istituto Poligrafico Associazione Sportiva Foggia).
1939-1957
Unione Sportiva Foggia & Incedit
La squadra, tornata in B nel 1946 per meriti sportivi, tornò a chiamarsi Unione Sportiva Foggia, ma la permanenza in serie cadetta durò solo un anno e al campionato di Serie B ne seguirono quattro di C, dove nel 1951 i satanelli si avvicinarono ad una nuova promozione in cadetteria, senza raggiungerla in quanto battuti nello spareggio-promozione dallo Stabia. Malgrado ciò il Foggia subì a causa di una penalizzazione per illecito sportivo[27] un'ulteriore retrocessione in Quarta serie nel 1952, rimanendovi per sei anni. Dopo essersi fusa, il 1º luglio 1957 con il Gruppo Sportivo Incedit nell'Unione Sportiva Foggia & Incedit, nel 1958 conquistò la promozione in terza serie, anche grazie all'allargamento della categoria.
1962-1979
La scalata alla A con Pugliese
Dopo tre anni di Serie C intervallati da una breve apparizione in cadetteria durante la presidenza di Armando Piccapane, nel 1962 i rossoneri, presieduti da Domenico Rosa Rosa e guidati dal 1961 dall'allenatore Oronzo Pugliese, con giocatori quali Matteo Rinaldi e Cosimo Nocera conquistarono nuovamente la promozione in seconda serie. Di lì, in due anni la squadra salì in Serie A, dove il 31 gennaio 1965 sconfisse per 3-2 la grande Inter di Helenio Herrera, campionessa del Mondo, in una partita passata alla storia; i rossoneri chiusero quella stagione al nono posto in classifica. Nell'estate del 1965 Pugliese fu ingaggiato dalla Roma. La permanenza in massima serie durò fino al 1967, poi ancora Serie B. Nel 1968 il presiedente del Foggia Antonio Fesce acquisì il tecnico Tommaso Maestrelli, con cui nel 1969 la squadra raggiunse il girone finale di Coppa Italia (che all'epoca sostituiva la canonica finale a due), concludendolo al terzo posto, e fu promossa in A nella stagione 1969-70; questa formazione disponeva fra gli altri di Giovanni Pirazzini, futuro capitano e bandiera del Foggia in rossonero dal 1967 al 1980, Nello Saltutti e Giorgio Maioli. Tornata in massima serie, la società riassunse la denominazione Unione Sportiva Foggia; pur disputando un buon girone d'andata, i dauni retrocessero e a fine stagione Maestrelli lasciò la panchina rossonera per quella della Lazio. Nei sette anni successivi i satanelli ottennero prestazioni oscillanti collezionando tre promozioni e due retrocessioni, ultima quella del 1978. In questo periodo di alternanza fra B ed A, i pugliesi furono allenati anche da Ettore Puricelli, che guidò la squadra foggiana in più occasioni, anche negli anni ottanta.
1980-1986
Foggia Calcio
Subita nel 1979 un'ulteriore retrocessione in Serie C1, il Foggia tornò fra i cadetti nell'annata seguente, rimanendovi per tre stagioni. Nel 1983 tornò in terza serie e nel 1984, dopo un fallimento la società divenne Foggia Calcio
1986-1994
Casillo e Zemanlandia
Nel 1986 la società viene acquistata dal "re del grano" Pasquale Casillo, che assume come direttore sportivo Giuseppe Pavone: è l'inizio di un ciclo molto ricordato nella storia rossonera. Dopo tre anni i satanelli ritornano in Serie B. Con il ritorno del Foggia in cadetteria, Casillo riporta sulla panchina il cecoslovacco Zdeněk Zeman, primo allenatore della sua gestione con cui i dauni avevano disputato un buon campionato nella stagione 1986-1987. La squadra che aveva ottenuto la promozione viene rivoluzionata; fra i nuovi acquisti l'ala destra Roberto Rambaudi e il centrocampista mancino Giuseppe Signori, che Zeman schiererà nel tridente d'attacco. Il secondo portiere Franco Mancini viene promosso titolare (nell'estate del 1990 sarà acquistato il centravanti Ciccio Baiano). La squadra, il cui gioco è considerato spumeggiante da critica e tifosi, disputa due buoni campionati, concludendo il 1990-1991 in prima posizione, per la prima volta nella sua storia, tornando così in massima serie dopo tredici anni d'assenza. Rinforzatosi anche con il russo Igor' Kolyvanov, da neopromosso nell'anno 1991-1992 il Foggia sfiora una clamorosa qualificazione in Coppa Uefa, arrivando a fine campionato nono. I media italiani ed europei parlano della realtà foggiana, indicata e poi ricordata come "Zemanlandia" e "Foggia dei Miracoli"; viene ammirata soprattutto l'impostazione di gioco della squadra, rapida e basata sull'attacco. Il prolifico trio d'attacco "Signori-Baiano-Rambaudi" è soprannominato "tridente delle meraviglie". Nell'estate del 1992 la formazione è privata di diversi elementi fra cui gli stessi Signori, Baiano e Rambaudi, con i ricavi reinvestiti per circa 1/3 in giovani scommesse delle serie inferiori; Casillo lascia la presidenza nominando un amministratore unico. L'annata 1992-1993 è conclusa con una salvezza tranquilla all'undicesimo posto in classifica, mentre i satanelli sfiorano ancora l'ingresso alla UEFA nella stagione seguente, chiudendo nuovamente al nono posto.
1994-2004
Dalla A al fallimento
Con la partenza del tecnico Zeman, passato alla Lazio, nel 1994-1995 il Foggia retrocede in Serie B (nonostante il raggiungimento delle semifinali di Coppa Italia); inizia un periodo meno felice per il club rossonero, che dopo tre anni di serie cadetta retrocede consecutivamente per due stagioni, ritrovandosi nel 1999 in Serie C2. Dopo quattro anni nell'ultima serie professionistica, nel 2003 con il tecnico Pasquale Marino, che dispone fra gli altri del sanseverese Michele Pazienza, lanciato dalle giovanili rossonere, i dauni tornano in C1 primeggiando nel loro girone. Dopo la stagione 2003-2004 terminata a metà classifica, il Foggia Calcio fallisce per cause economiche, perdendo il tecnico Marino e tutti i suoi giocatori migliori.
2004-2010
Da Coccimiglio a Capobianco
La notizia della scomparsa del club getta i tifosi nello sconforto, ma Giuseppe Coccimiglio prende in mano le redini della società e ridà fiducia all'ambiente. Il club riassume il nome storico Unione Sportiva Foggia e mantiene la categoria di appartenenza concludendo un'altra stagione a metà classifica, dopo aver cambiato due allenatori. Coccimiglio attira su di sé le critiche dell'ambiente non pagando alcune mensilità di stipendi. Dopo una complessa trattativa la società passa nelle mani di una cordata d'imprenditori locali presieduti da Tullio Capobianco.[38][41] Nel 2007 il Foggia dell'allenatore Salvo Fulvio D'Adderio vince la Coppa Italia Lega Pro ma manca la promozione in Serie B, subendo nella finale dei play-off con l'Avellino un gol a novanta secondi dal termine.[38] Nei due anni successivi i satanelli sono ancora sconfitti ai play-off, mentre si salvano ai play-out nel 2010.
2010-2012
Il ritorno di Casillo e Zeman
Nell'estate 2010 il proprietario del club diviene nuovamente l'ex presidente Pasquale Casillo, che riporta nel capoluogo dauno il ds Pavone e l'allenatore Zeman. Il tecnico ceco conclude il campionato al sesto posto senza alcun risultato rilevante, lasciando subito dopo il club. Dopo un altro campionato in Lega Pro Prima Divisione chiuso a ridosso della metà classifica nel girone A, il club non s'iscrive al campionato successivo per decisione del patron, fallita l'ennesima trattativa per la cessione della società. Il 15 luglio 2014 l'Unione Sportiva Foggia sarà dichiarata fallita dal Tribunale di Foggia.
2012-2019
Dalla D al ritorno in B
Nell'estate del 2012, in ragione dell'esclusione dal professionismo dell'U.S. Foggia viene fondata l'Associazione Calcistica Dilettantistica Foggia Calcio con l'intento di aderire all'articolo 52 comma 10 delle NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) FIGC, richiamando idealmente la tradizione della vecchia compagine e quindi adottandone i colori sociali (con maglie a strisce rosse e nere). Con il direttore sportivo Giuseppe Di Bari, ex difensore del Foggia ai tempi della massima serie negli anni novanta, la squadra ottiene l'ammissione in Lega Pro Seconda Divisione (dalla Serie D, in cui era stata piazzata dalla federazione) nel 2013 e la qualificazione alla nuova terza serie, la Lega Pro, nel 2014. Nel frattempo, nell'estate 2013 con il ritorno nel professionismo il club ha mutato ragione sociale in Foggia Calcio S.r.l. Nel 2014 arriva sulla panchina del Foggia Roberto De Zerbi, sotto la cui guida i rossoneri vincono per la seconda volta la Coppa Italia di Lega Pro battendo nella doppia finale del 2015-2016 il Cittadella. Nella stessa stagione, dopo aver concluso il Gruppo C della Serie C al secondo posto dietro il Benevento, accedono ai play-off, dove l'obiettivo promozione in Serie B fallisce nella doppia finale contro il Pisa. Nell'agosto 2016 la panchina dauna viene affidata ad un altro ex calciatore del Foggia Giovanni Stroppa. Il 7 luglio 2015 la società acquisisce il marchio storico del club scomparso due anni prima. Nel 2016-2017 i satanelli ottengono il primo posto nel proprio girone e il ritorno in Serie B dopo 19 anni, assieme alla Supercoppa di Lega Pro, vinta dopo aver sconfitto il Venezia e Cremonese nel triangolare tra le vincitrici dei gironi. Nella stagione 2017-2018, malgrado un inizio complicato, nella seconda parte di campionato la squadra allenata da Stroppa si risolleva fino a piazzarsi nona, sfiorando i play-off e ottenendo così una tranquilla salvezza. La stagione seguente si rivela molto più difficile per i satanelli. Ai 15 punti di penalità inflitti per illecito amministrativo (poi ridotti a 8 e successivamente a 6), si aggiungono i deludenti risultati sul campo, che causano l'avvicendamento tra l'allenatore Gianluca Grassadonia, esonerato a dicembre, e Pasquale Padalino, di nuovo alla guida del Foggia dopo quattro anni, ma a sua volta sollevato dall'incarico nel marzo 2019 per lasciare il posto al rientrante Grassadonia. Il cambio di allenatore non sortisce gli effetti sperati: perdendo all'ultima giornata sul campo del Verona i satanelli tornano in Serie C dopo due anni di permanenza nella serie cadetta. Il 24 giugno 2019 il Foggia, all'atto dell'iscrizione al successivo campionato di Serie C, non rispetta i parametri finaziari ed il 4 luglio la CoVisoC lo esclude.
2019
LA NUOVA RIPARTENZA
Il 25 luglio 2019, sulla base dell'articolo 52 comma 10 delle NOIF, il Comune di Foggia assegna con un bando pubblico, la tradizione sportiva alla neonata "Calcio Foggia 1920 Società Sportiva Dilettantistica", nelle persone di Roberto Felleca e Maria Assunta Pintus, ereditando la tradizione sportiva cittadina. Il 21 agosto il "nuovo" Foggia esordisce a Brindisi per il primo turno di Coppa Italia della Serie D, vincendo al Fanuzzi con un gol di Iadaresta al 96º